Farmaci e guida: il pericolo in pillola

Postato il 24 Luglio 2008


Sono tanti i farmaci che, per un motivo o per l'altro, siamo costretti ad assumere. Spesso trascuriamo di leggere attentamente il "bugiardino" oppure sottovalutiamo i cosiddetti "effetti collaterali". Attraverso alcuni "casi tipo", vediamo come e quando i medicinali possono renderci meno pronti e attenti, e quindi non nelle condizioni ottimali per guidare un'auto.

Da qualche tempo soffro di orticaria e mi hanno consigliato di assumere degli antistaminici. Questi farmaci possono crearmi dei problemi alla guida?

Gli antistaminici possono provocare sedazione, che tende a manifestarsi come sonnolenza. Questo è un effetto conosciuto soprattutto nei prodotti di vecchia data; in quelli di più recente introduzione, cosiddetti di seconda generazione l'effetto sembra essere più attenuato e per qualcuno nullo. Però ogni individuo ha un modo proprio di rispondere ai farmaci per cui, dovendo assumere un antistaminico per la prima volta, è bene evitare di mettersi alla guida e provarlo in condizioni di non pericolo: se effettivamente non ci darà sonnolenza, sarà una garanzia per noi stessi e ci darà la sicurezza di non essere possibile occasione di danno per gli altri.

Ho da poco scoperto di essere diabetico. Mi hanno prescritto iniezioni di insulina. Corro dei rischi se mi metto al volante?

La terapia del diabete si basa, oltre che su un attento controllo dell'alimentazione, sull'uso di farmaci da assumere per via orale oppure con iniezioni (insulina). L'influenza di questi farmaci sulle capacità di guida è ipotetica e quindi le avvertenze hanno carattere precauzionale. Specialmente all'inizio della terapia, infatti, il controllo della glicemia (valore del glucosio nel sangue) può non essere ancora preciso (soprattutto nel caso della terapia con insulina). Se la glicemia dovesse scendere al di sotto della norma (ipoglicemia) il soggetto può entrare in uno stato confusionale: ne consegue una riduzione della capacità di concentrazione e di reazione che pregiudicano la capacità di guidare, creando così una potenziale situazione di pericolo.

Somatizzo lo stress sull'intestino e per questo assumo farmaci per il trattamento dei disturbi gastrointestinali di origine "nervosa". Devo avere delle particolari attenzioni nella guida della mia auto?

I farmaci che vengono utilizzati in pazienti che "somatizzano" sull'intestino situazioni stressanti, contengono dei tranquillanti e possono perciò indurre sedazione e sonnolenza. Occorre quindi estrema cautela nel condurre l'auto, specialmente nei primi giorni di terapia e soprattutto se non si è più in giovane età. Da evitare assolutamente la contemporanea assunzione di alcol perché in tal caso aumentano gli effetti negativi del farmaco.

Per evitare il mal di mare assumo dei "farmaci anticinetosici". Sceso dal traghetto, posso guidare?

In particolare ci riferiamo ai prodotti a base di dimenidrinato, una sostanza che può dare sedazione e sonnolenza. Il nostro conducente, mettendosi in auto dopo il trasferimento in traghetto, può trovarsi in difficoltà a guidare perché colto da una sonnolenza eccessiva, ancor più se ha bevuto alcolici. Quindi se dobbiamo guidare dopo una traversata in mare (o anche un viaggio aereo) optiamo per prodotti che non inducano sonnolenza.

Soffro di dolori articolari e mi è stato prescritto un antinfiammatorio della categoria dei Fans. Può influire sulla mia prontezza al volante?

Tra gli effetti secondari dei cosiddetti Fans (Farmaci antinfiammatori non steroidei) vengono segnalate vertigini, confusione mentale, sonnolenza, giramenti di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi della visione: tutte condizioni potenzialmente pericolose se ci troviamo alla guida di un autoveicolo. Naturalmente sono effetti soggettivi e quindi nessuno in anticipo può presumere se avremo o non questi effetti collaterali. Quindi poiché la guida di un autoveicolo impone l'integrità dello stato di vigilanza, sarebbe corretto evitare di usare l'auto se si assume uno di questi farmaci per la prima volta.

Da poco ho scoperto di avere la pressione alta. Mi è stato dato un farmaco per regolarizzarla. Può influire sulla guida?

Non vi sono studi che indichino una controindicazione tra l'uso di farmaci per l'ipertensione e la guida di veicoli. Tuttavia la possibilità di occasionali capogiri o di stanchezza, specialmente all'inizio del trattamento o quando si aumenta la terapia, impongono particolare attenzione alla guida, per la possibile interferenza negativa di tali effetti sull'acutezza mentale e quindi sullo stato di vigilanza che, ricordiamo, deve essere integro quando guidiamo un veicolo.

Il mio medico mi ha consigliato un tranquillante perché sono molto ansioso. Il bugiardino avverte di stare attenti in caso di guida di autoveicoli perché può dare sonnolenza. A me non pare di avvertire niente. Debbo comunque stare attento?

I farmaci tranquillanti o ansiolitici possono dare sedazione, alterazione della concentrazione e della funzione muscolare: ciò può influenzare negativamente la capacità di guidare. Inoltre se la durata del sonno non è stata sufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può aumentare. Pertanto occorre porre molta attenzione alla guida: se si avverte qualcuno dei disturbi indicati occorre fermarsi subito, per evitare guai a sé e agli altri.

Esco da un lungo periodo di depressione. Ho ripreso gradatamente a guidare ma sono sempre in cura con gli antidepressivi. Devo prendere delle precauzioni?

Gli antidepressivi possono indurre sedazione, disturbi di accomodazione visiva, visione offuscata e altri sintomi a carico del sistema nervoso centrale (per esempio confusione mentale, disorientamento, difficoltà a concentrarsi, capogiri), specialmente all'inizio del trattamento. Tali disturbi alterando lo stato di vigilanza pregiudicano l'attenzione necessaria alla la guida dei veicoli. Da evitare assolutamente la contemporanea assunzione di bevande alcoliche, perché potrebbero potenziare i disturbi sopra elencati. Ovviamente, nel momento in cui sia le sensazioni personali sia le valutazioni del medico curante sono indicative di un ritrovato equilibrio psico-fisico, guidare l'auto potrebbe essere di aiuto psicologico, specie per quella gioia che essa sa trasmettere in chi ne è appassionato.

È possibile che uno sciroppo per la tosse possa far salire il tasso di alcol nel sangue?

Alcuni prodotti, peraltro molto utilizzati, contengono, nella formulazione in sciroppo, dell'alcol etilico. Eccedere nell'assunzione può crearci dei problemi nel momento in cui fossimo fermati dalle forze dell'ordine e sottoposti alla prova del palloncino: si potrebbe rischiare di avere un tasso alcolico superiore a quello consentito dalla legge e quindi soggetti al ritiro della patente. Quindi attenzione se abbiamo la tosse, assumiamo sciroppi antitosse e dobbiamo metterci alla guida: non eccediamo la dose consigliata e non assumiamo contemporaneamente bevande alcoliche, poiché in tal caso il "palloncino" inesorabilmente ci fermerà. A ciò aggiungiamo che tali prodotti possono dare sonnolenza e quindi compromettere ulteriormente l'integrità dello stato di vigilanza e quindi la possibilità di guidare nella pienezza delle nostre capacità.

Occasionalmente prendo degli antistaminici. È vero che associati all'alcol possono farmi venire un colpo di sonno mentre guido?

È sempre pericoloso associare farmaci e alcol, soprattutto se si tratta di antistaminici, tranquillanti/ansiolitici, antidepressivi, analgesici, farmaci contro il mal d'auto, farmaci contro i disturbi intestinali di origine nervosa (contengono tranquillanti). Queste categorie di farmaci possono provocare (i cosiddetti effetti collaterali) sonnolenza, ridurre la capacità di concentrazione, alterare i riflessi, allungare i tempi di reazione, influenzare negativamente la valutazione della distanza e della velocità. Associarli con l'alcol può significare subire questi effetti (se si manifestano) in maniera superiore rispetto all'assunzione del farmaco da solo. Comunque, facciamo sempre attenzione se assumiamo alcol e dobbiamo guidare: non facciamoci ingannare dalle sensazioni che l'alcol può dare. Un uso moderato è lecito ma talvolta il limite viene superato inconsapevolmente ed è falsa la sensazione di benessere che si prova. L'euforia iniziale invita a continuare a bere ma ciò si traduce in una distorsione della realtà che ci circonda, con grave pregiudizio dello stato di vigilanza, condizione essenziale per poter guidare con la dovuta sicurezza per sé e per gli altri.