LA SINDROME DI SWEET

Dott. Luciano Schiazza
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
cell 335.655.97.70
www.lucianoschiazza.it

Descritta nel 1964 da Sweet, tale sindrome è una malattia della quale vi è incertezza sul perché venga: si  ritiene che essa rappresenti una reazione a svariati stimoli (es. farmaci, infezioni, tumori).

Il  termine con cui viene titolata, dermatosi acuta febbrile neutrofila, ne descrive in maniera sintetica le caratteristiche, tale da rappresentare un aide-memoire per la diagnosi.

E’ una malattia che compare in maniera improvvisa (nel giro di pochi giorni), esplosiva (anche se non sempre), con placche e/o lesioni papulo-nodulari, rosso-violacee, irregolari, dolenti, dure alla palpazione, presenti in numero variabile, distribuite asimmetricamente su entrambe le metà del corpo, con particolare predilezione per il viso, il collo, gli arti superiori e inferiori.

Tali lesioni tendono ad allargarsi (sino a 4 cm. di diametro) e possono diventare vescicolose o pustolose.

Questa eruzione cutanea è accompagnata e spesso preceduta da:

La febbre e la leucocitosi possono però talvolta mancare.

A questi elementi caratteristici si aggiungono:

La sindrome di Sweet può non essere associata  o preceduta da malattie, tuttavia nell’anamnesi recente (ossia nella storia clinica dei giorni che precedono la comparsa della malattia) si osserva il riscontro di una:

Oltre all’aspetto infettivo, tale malattia viene associata a:

Anche l’esame istologico di una lesione rivela un aspetto peculiare, con una epoidermide intatta, edema del derma superficiale (papillare) ed un infiltrato di neutrofili nel derma profondo (reticolare). Non vi sono segni di vasculite.

La sindrome di Sweet risponde rapidamente alla terapia con cortisonici per via sistemica.

Quindi, riassumendo:

criteri maggiori di diagnosi sono:

criteri minori sono:

La sindrome di Sweet è cinque volte più frequente nelle donne rispetto all’uomo, nell’età compresa tra i 40 4 60 anni.

Di fronte a tale malattia è importante sottoporre il paziente a controlli per confermare o escludere malattie concomitanti (indicate in precedenza) e in assenza di riscontri in tal senso, programmare controlli nel tempo (almeno 5 anni) nella possibilità che la sindrome di Sweet possa precedere nel tempo una forma tumorale.