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PRURITO BRACHIORADIALE

Con prurito brachioradiale (PBR) si intende una intensa e prolungata sensazione di prurito (soprattutto, ma anche di bruciore), localizzato agli arti superiori (nella regione corrispondente al muscolo brachioradiale) di origine neuropatica o radicolopatica.

Tipicamente si localizza sulla superficie dorso-laterale dell’avambraccio destro o sinistro (o  di entrambi) ed alle spalle. Colpisce maggiormente i soggetti di pelle chiara, tra i 40 e 60 anni di età.

La cute della zona interessata dal prurito non presenta alterazioni visibili, se non quelle, possibili, conseguenti al grattamento.

Il prurito tende a peggiorare di notte ed è talvolta così intenso da interferire col  sonno. Il grattamento (talvolta così violento da portare al sanguinamento) non dà sollievo ma anzi peggiora la situazione. L’applicazione di ghiaccio (o impacchi freddi) dà sollievo: tale beneficio viene considerato un criterio quasi caratteristico di questo  tipo di prurito (ice-pack sign).

Il PBR si osserva più frequentemente nei paesi tropicali e subtropicali, ma non mancano citazioni anche nei climi temperati.

Due le possibili cause (speculative e non di certezza) del danno all’innervazione cutanea:

  1. Danno conseguente ad esposizione prolungata al sole (la parte esterna degli arti superiori, che tende a prendere più sole, è più interessata dal prurito rispetto alla parte interna).

  2. Danno conseguente alla compressione delle radici nervose a livello della colonna cervicale (C5-C6, C6-C7).

Comunque, se non ne sono la causa diretta, molto probabilmente sono almeno dei fattori aggravanti la sintomatologia.

Il trattamento non è facile: cortisonici per via sistemica o topica, antistaminici, antinfiammatori si sono rivelati inefficaci. La capsaicina in crema allo 0.025% talvolta ha dato qualche beneficio.

Numerosi  altri trattamenti sono stati utilizzati:

  • anestetici locali (lidocaina)

  • farmaci antiansia (doxepina topica)

  • anticonvulsivanti (gabapentin)

  • antidepressivi triciclici (amitriptilina)

  • antipsicotici (pimozide, risperidone)

  • talidomide (un farmaco noto nel passato per essere stato causa di malformazioni fetali ma che si è dimostrato utile nel trattare malattie fotosensibilizzanti quali il lupus eritematoso discoide, l’eruzione polimorfa alla luce, la prurigo attinica)

  • agopuntura

  • lozioni rinfrescanti a base di canfora e mentolo

  • Manipolazioni della colonna cervicale

Le persone che soffrono di tale disturbo e vivono nelle aree molto assolate debbono proteggersi dai raggi solari indossando camicie con le maniche lunghe.