Ecco la “ Bravo”

Finalmente è arrivata. L’attesa è stata preparata a dovere e debbo dire che ero curioso di vederla dal vivo, dopo tante anticipazioni.

E’ bella! E’ un giudizio personale e come tale confutabile, ma obiettivamente non si può negare la ricerca di qualcosa di diverso nell’affollato segmento C. Poniamo ad esempio la Toyota Auris, fresca di uscita anch’essa. Linea convenzionale, nessun spunto esterno che la caratterizzi, se non la netta similitudine con la Yaris. Altro discorso per l’interno con la consolle rialzata e il freno a mano ergonomicamente azzeccato.

Stesse considerazioni per la Kia Cee’d.

Torniamo alla Bravo. Ralph-Otto Limbach, numero uno della filiale italiana della Volkswagen, ha detto che la Bravo non è una rivale della Golf. Io ritengo che abbia quasi del tutto ragione. Mi si consenta un paragone: io vedo la Bravo nei confronti della Golf come la Mercedes CLS sta alla classe E: stesso chassis ma filosofia diversa ossia una coupé-berlina vs una berlina classica.

Così vedo la Bravo: la linea è di un coupè, a ricordare un po’ la Brera, con i montanti posteriori che avvolgono il sedile posteriore. Non c’è il montante posteriore ben delineato della Golf. Questo per dire che l’utente che sceglie la Bravo può non necessariamente essere lo stesso della Golf, in quanto l’abitabilità, come ho potuto verificare io stesso, non è la stessa: chi siede dietro la Bravo è più sacrificato rispetto alla Golf, idem per lo spazio sedile posteriore-lunotto. Per spiegarmi meglio: se devo portare un cane nel bagagliaio, nella Golf lo spazio in altezza è più significativo, poiché il lunotto ha un andamento più verticale. Bagagliaio capiente, anche se un po’ “a pozzo”.

A prescindere da queste considerazioni, la linea è aggressiva, accattivante, giovanile, ben sottolineata dall’inserto cromato che corre alla base dei finestrini laterali per concludersi con una “virgola” verso l’alto. Bello!

La Bravo ha una sua precisa personalità che la distingue dalle altre e come tale questo può fare la differenza.

Negli interni, ottimo l’apprezzamento: il modello che ho visto aveva i sedili in materiale pregiato e quindi non so se ciò ha inciso anche per i materiali della plancia. Certo è che la parte superiore della plancia è ricoperta di un materiale gradevole alla vista e piacevolissimo al tatto.

Le altre plastiche del sottoplancia e dei pannelli-porta sono un po’ meno gratificanti (a prescindere dalla pelle del modello osservato) ma comunque sempre degni della categoria e forse di una superiore. Doveroso anche in questo caso il confronto con la Golf V: le plastiche di quest’ultima sono sottotono e le tolleranze di montaggio approssimative (vedi parte laterale del cruscotto e pannelli porta: che abisso rispetto alla Golf IV).

Nella Bravo l’assemblaggio appare accurato.

Ottimo il cruscotto e gradevole e ben strutturata la plancia centrale. Bello (non è secondo me una sottolineatura da poco, vedi sempre Golf –anonimi- con l’eccezione della GTI) e funzionale il volante. Ottima e al passo dei tempi la porta USB.

Da sottolineare i bei cerchi in lega: bello, bello, bello il design (finalmente!).

Non l’ho provata su strada : sono curioso di valutarne i contenuti dinamici. Le motorizzazioni sono in linea con le tendenze attuali. Per i turbo benzina il confronto è sempre con la Golf. Il 2000 della Gti e il 1400 della GT sono veramente due bei motori: la coppia è corposa già a bassi regimi e la guidabilità è degna di un diesel moderno con in più un allungo emozionante e con il silenzio che regna nell’abitacolo non solo al minimo (bisogna guardare la lancetta del contagiri per sapere se il motore è acceso quando siamo fermi al semaforo).

Le qualità dell’ingegneria motoristica del gruppo Fiat sono indiscutibili e quindi mi attendo una gran bella partita.

Concludendo: la Bravo è una autovettura con un target sicuramente giovanile e per adulti (anche un po’ in là con gli anni) con la voglia di coupè però con la comodità delle quattro porte, di posti dietro veri e di una bagagliaio capace.

Insomma “La Fiat c’è!” (non me ne voglia il simpaticissimo Meda)