|
La cute e il sole | Infezioni micotiche superficiali | Acne | Le meduse | Chikungunya | Psoriasi e artrite psorisiaca | Le insidie nascoste del mare | Punture d'insetto | |
|
|
Info Contatti Argomenti Multimedia Relax |
GLI SCORPIONI IN ITALIA
Dott. Luciano Schiazza Specialista in Dermatologia e Venereologia Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale Via XX Settembre, 3/2 16121 Genova
Gli scorpioni sono animali velenosi e pertanto vi è sempre grande timore non solo se li troviamo vicini a noi, ma anche al solo pensarli.
Fortunatamente le specie presenti in Italia, pur disponendo di veleno, sono inoffensive. Scarsa o nulla è l’aggressività nei confronti dell’uomo, il veleno è pochissimo attivo, e quindi, in caso di puntura (con effetti inferiori alla puntura di un’ape), l’atteggiamento deve essere rassicurante. Tuttavia, l’arrivo incontrollato di scorpioni pericolosi di origine tropicale potrebbe modificare questo comportamento. Un esempio è la notizia del 10 Agosto 2007 riportata dal Tgcom, relativa a ciò che è accaduto all’aeroporto della Malpensa come conseguenza di attività commerciali con paesi extraeuropei. Sicuramente nascosti in un carico di legname di Terminalia sericea, proveniente da Nairobi, sono stati visti passeggiare tranquillamente nel deposito cargo tre esemplari di Parabuthus granulatus. Il loro morso può uccidere e in Italia non esiste antidoto perché questa specie di scorpione è diffusa solo in alcune zone dell'Africa, in particolare Angola, Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe. Gli scorpioni presenti in Italia sono molto piccoli e, fortunatamente, innocui per l’uomo. Appartengono perlopiù al genere Euscorpius. Anche il Buthusdovrebbe essere presente in Italia con la specie “Buthus occitanus”. Il genere Euscorpius è uno dei più sinantropici della famiglia degli Euscorpiidae. Le diverse specie di Euscorpius, pur considerando le dimensioni, la forma e i colori (parametri puramente indicativi e non vere e proprie chiavi di riconoscimento) sono difficili da identificare a vista perché assolutamente simili. La localizzazione geografica di ritrovamento potrebbe essere un aiuto in più. La vera e propria chiave di riconoscimento delle diverse specie di Euscorpius, è localizzata nella faccia ventrale delle chele: qui ci sono strutture speciali, chiamate “tricobotri”. Sono rigonfiamenti chitinosi molto piccoli con al centro un “botrio” , cioè una struttura sensoriale tattile. Il numero e la disposizione dei tricobotri è tipica per ogni specie. Dell’Euscorpius in Italia si riscontrano le seguenti specie:Caratteristiche comuni delle specie di Euscorpius italiane:
Sono di indole solitaria. Si nutrono di zanzare, mosche e scarafaggi. Hanno abitudini notturne, sono carnivori e predatori come i ragni, catturano vari insetti e altre prede con le loro chele. Sono cacciatori che mangiano tutto ciò che le loro dimensioni permettono. Vivono benissimo con un pasto alla settimana e possono rimanere digiuni per mesi. Lo scorpione teme fortemente l’uomo e lo punge in rari casi, solo se stuzzicato, afferrato con le mani o schiacciato a piedi nudi. Timidi e di abitudini rigorosamente notturne (evitano la luce e amano il caldo), di giorno stanno nascosti in anfratti, sotto le pietre. Di notte invece , sono animali molto attivi, che esplorano il territorio molto accuratamente e decisamente vivaci. Sono sensibilissimi all’umidità e in ambienti troppo secchi si disidratano rapidamente e muoiono; se fa freddo non soffrono, si limitano a rallentare il loro metabolismo. A dispetto di quanto li si dipinga aggressivi, gli scorpioni non sono affatto desiderosi di pungere anzi, il fatto stesso di averli stanati, li terrorizza quasi fino a paralizzarli in una posizione contratta di difesa, con zampe raccolte contro il corpo e "coda" piegata minacciosamente sulla schiena. La fuga, infatti, è l’arma difensiva più usata dagli scorpioni italici. Gli esperti affermano che se uno scorpione nostrano dovesse camminare su di una mano non vi sarebbe pericolo di puntura perché mai lo farà sul substrato su cui poggia le zampe. In genere la puntura della coda dove inietta il veleno è usata principalmente a scopo di difesa, raramente per offesa, solo in casi particolari quando deve immobilizzare prede di grandi dimensioni o pericolose; infatti, per cacciare, in genere usa le sue potenti chele. Sembra che possano addirittura spruzzare lontano il veleno in situazioni di grande pericolo e stress. Ciò è stato osservato in terrario e perciò in condizioni in cui la fuga è impossibile, nelle specie sicanus e flavicaudis, con individui giovani. E’ facile identificare l’Euscorpius per il suo caratteristico colore nero o bruno molto scuro. Raramente si possono osservare degli Euscorpius di colore chiaro: di solito si tratta di esemplari in giovane età. Come aracnidi, (Fig.1) gli scorpioni hanno vicino alla bocca degli organi chiamati cheliceri, piccoli, seguito da due pedipalpi molto sviluppati, e quattro paia di zampe che terminano ognuna con due paia di unghie. I pedipalpi, a forma di tenaglia, sono usati principalmente per catturare le prede e per la difesa, ma sono anche ricoperti di diversi tipi di peli sensoriali. Il corpo è diviso in due zone principali, il cefalotorace o prosoma e l’addome o opistosoma. ![]() Il cefalotoraceè coperto sopra da uno scudo unico, il carapace (o guscio della testa). Hanno sei occhi, due mediani grossi sopra la testa e quattro piccoli laterali nelle zone periferiche della testa. L’addome consiste di 12 segmenti distinti, 7 costituiscono il mesosoma o preaddome mentre gli ultimi cinque formano ciò che viene comunemente chiamata “coda” o metasoma o postaddome. Al termine dell’addome c’è il telson (o pigidio), che ospita una struttura a forma di bulbo che contiene le ghiandole velenifere e un aculeo incurvato per iniettare il veleno. Nel lato inferiore, lo scorpione ha un paio di organi sensoriali unici chiamati pettini; nel maschio sono solitamente più grandi e hanno più “denti” e si suppone rilevino la conformazione del terreno su cui camminano e fungano da chemocettori per individuare feromoni della propria specie di scorpione. Sono ovivipari. Le gestazione va dai 7 ai 13 mesi (dipende da quando è avvenuto l'accoppiamento); partoriscono da 5 a 30 piccoli alla volta, completamente formati , lunghi pochi mm, bianchi e mollicci. Questi vengono trasportati sul dorso della madre nel corso delle prime due mute. Dopo la prima muta, i giovani iniziano progressivamente ad allontanarsi sempre di più, fino alla completa indipendenza acquisita dopo la seconda muta. protetti ferocemente dalla stessa, imparando a scendere ed esplorare il territorio sotto. Gli Euscorpius spp sono in genere fra gli scorpioni meno tolleranti verso i congeneri e sono di indole solitaria. Casi di cannibalismo non sono rarità sia per gli esemplari liberi in natura sia per quelli che vivono in terrario. Euscorpius italicusE’ la specie più grande presente in Italia (può raggiungere la lunghezza di 5-6 centimetri). Si presenta di solito di colore nero, ma può variare fino al bruno, con il telson e le zampe che possono tendere al rossiccio. Non è raro che venga trovato in case, legnaie, o cantine. Gli adulti di grandi dimensioni sono abbastanza identificabili. La coda sottile (tipica delle specie, poco o niente velenosa) è tipica di tutto il genere Euscorpius. Solo la disposizione dei tricobotri, può permettere di distinguerlo dalle altre specie dello stesso genere. E’ una specie molto diffusa in Europa. Oltre all’Italia, è presente nel Nord Europa, nei Balcani, Russia, Turchia, Grecia, Nord Africa. |
| Last update: 20-02-2009
|
|